Un Tributo a Daniele Marini
Daniele Marini
Motostaffetta e Vice Presidente ASD Moto Guzzi Prato
C’è chi entra in un’associazione per caso, e chi ci entra perché ha nel cuore un fuoco che non si spegne. Daniele Marini è stato questo: passione pura per il ciclismo, trasformata in servizio, presenza, esempio.
Nato a Quarrata il 20 luglio 1949, Daniele ha amato il ciclismo fin da giovanissimo. Lo praticava con costanza a livello amatoriale, ma soprattutto lo viveva con entusiasmo e partecipazione, seguendo tutte le gare locali, di ogni categoria. Per lui, ogni pedalata era emozione: dalla grande corsa alla più piccola manifestazione di paese.
Amava talmente la sua bici da custodirla in camera da letto, e non mancava mai ai raduni, comprese sfide impegnative come la Prato–Abetone. Il ciclismo era il suo mondo, la sua gioia più vera.
Verso la fine degli anni ’90, al termine di una gara, decise di avvicinarsi all’ASD Moto Guzzi Prato. Si rivolse direttamente allo storico presidente Mario Bessi, chiedendo di poter entrare nel gruppo. Da quel momento nacque una collaborazione profonda e preziosa.
Daniele iniziò così a prestare servizio come motostaffetta, prima con il suo scooter, poi in modo sempre più assiduo. Ogni fine settimana era impegnato in due o tre gare, su e giù per la Toscana. Puntuale, instancabile, appassionato, era presente non solo sul campo, ma anche agli eventi, alle riunioni, a ogni occasione in cui si parlava di ciclismo.
La sua dedizione, la disponibilità, il carattere mite e allegro, la serietà con cui affrontava ogni impegno lo portarono naturalmente a ricoprire il ruolo di Vice Presidente. Una figura su cui si poteva sempre contare.
«Daniele era una persona su cui potevi far affidamento, sempre pronto ad aiutare tutti. Allegro, umile, estremamente corretto, e con una forte dedizione… oltre che un ottimo motociclista.»
— Mario Bessi
Scelse di dedicare la sua vita a questo mondo, con generosità e presenza costante. Fino a quel tragico giorno, l’8 agosto 2015, durante una gara amatoriale, a meno di 300 metri dal traguardo: un’auto impattò violentemente contro la sua moto. Quella data cambiò tutto.
Daniele lottò come un leone. Tre mesi di coma, nove mesi di ospedale. Uscì vivo, ma segnato. Negli anni successivi, visse sotto una “campana di vetro”, come amava dire chi gli stava vicino. Ma non smise mai di amare il ciclismo: ogni corsa in TV era per lui compagnia e nostalgia.
Circondato dall’amore della sorella e dalla gioia dei suoi nipoti, ha affrontato con dignità un percorso difficile, con la stessa forza silenziosa che aveva sempre mostrato in sella.
Il 29 novembre 2020, Daniele ci ha lasciati, in modo sereno, a causa delle conseguenze di quel tragico incidente che gli aveva tolto il suo mondo.
“Ha dato tutto a questo sport. E questo sport non dimenticherà mai il suo nome.”
Caro Daniele, continueremo a portarti con noi, in ogni servizio, in ogni corsa, in ogni strada.
Grazie. Di cuore.
